Vita da editor – parte 1

Ti alzi la mattina, bella riposata dopo aver dormito su un cuscino memory foam – preso “in prestito” dalla mamma – e, dopo due secondi netti, eccola là. Ti guarda, ti assale. Delle volte ti assale senza averti guardato nemmeno. Non ha il coraggio, questa qua.

L’ansia.

L’ansia è una cattiva consigliera per la vita di tutti i giorni, soprattutto se lavori in modo autonomo. Non hai un collega su cui contare o qualcuno con cui fare due risate per far scendere il panico. No, no. Hai scelto questo lavoro, pacchetto completo. Con tutti i pro e tutti i contro. Dal canto mio posso dire che sono più i pro, perché adoro il mio lavoro, ma anche i contro non scherzano.

Francesca Giuliani

Per esempio, dicevamo, la mattina ti svegli sul tuo memory foam e pensi: “L’avrò programmato bene l’articolo?”. E da lì all’interrogarsi su tutto l’universo e il cosmo interi è un attimo. L’ho chiusa la macchina? Ho dato da mangiare al pesce rosso? L’ho comprato, alla fine, ‘sto pesce rosso?

Ma poi, sapete cosa succede? Succede che, dopo aver preso il caffè, accendo il pc, leggo le mail, aggiorno la fan page. Insomma, mi metto a lavorare. E così, tutto d’un tratto, l’ansia svanisce. Perché, se ami quello che fai, potrai anche essere una persona ansiosa ma tutto sembrerà andare meglio. Anche se il pesce rosso è rimasto nel negozio.

Clicca qui per la seconda puntata. Fammi sapere cosa ne pensi. Per collaborazioni o informazioni clicca qui

 

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