Sconti per il black Friday

Anche FG Servizi Editoriali ha deciso di aderire agli sconti pazzi del Black Friday. Ogni utente che invierà una richiesta per un preventivo (gratuito e senza impegno) per un servizio offerto da FG Servizi Editoriali riceverà uno sconto del 25%.

Fatti un regalo, te lo meriti! L’offerta è valida da venerdì 17 a venerdì 24 novembre 2017 per i servizi di:

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Vita da editor – parte 5

E siamo già arrivati alla quinta puntata (clicca qui per trovare la numero 1). E ho già iniziato due frasi con una congiunzione, ché tanto ormai va di moda e molti non lo considerano nemmeno più errore. Mi rimprovererei da sola se non vi avessi promesso, la scorsa settimana nella puntata 4, di parlarvi della mia prima macchina da scrivere Olivetti.

Per chi non conoscesse l’azienda Olivetti, non vi preoccupate, non vi sto giudicando come cattive persone… Però, ecco, andate a fare un ripassino qui perché è davvero una pietra miliare della filiera editoriale, italiana e non solo.

Ma la cosa (e sì, ancora congiunzioni a inizio frase!) che volevo raccontarvi in realtà era un aneddoto sulla mia infanzia. La scorsa settimana vi ho parlato della mia macchina da scrivere di Barbie. A lei ne è seguita una da adulti, che custodisco gelosamente a casa.

Sapete come la usavo? Cosa ci facevo?! Provate a indovinare. Indizio: avevo 8 anni.

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Questa è la foto che vi avevo promesso: postazione di lavoro, Word aperto e, per dare una botta di vita, tisana al finocchio.

Scrivevo le parole con l’inchiostro nero, l’ultima sillaba in rosso; quella doveva essere la prima della parola seguente e così via. Vi faccio un esempio: casaporealvolo (nell’ordine sono casa, sapore, realtà e tavolo). Mi divertivo tantissimo così. A 8 anni. Lo so, non sono stata una bambina “classica”. Ma questo (e siamo a quota 4) penso che fosse chiaro dall’adulta che vi sta scrivendo ora.

La morale del mio racconto, che ho ricordato davvero con piacere e condiviso con voi, che non siete solamente il mio pubblico ma lettori una lettera aperta con cui condivido per la rubrica “Vita da editor” i miei ricordi, è che non importa quanto tu sia nerd già da bambina, importa quello che sarai da grande. Nella fattispecie una laureata in Lettere, un po’ grammarnazi, che lavora come correttrice di bozze. E questo (quota 5) mi rende felice.

Grazie, lettore, per essere arrivato fino alla fine di questa puntata. Non perdere, la prossima settimana, il sesto episodio. PS: domani mattina sul sito verrà pubblicata una notizia importante per tutti voi, un mio regalo. Stay tuned!

Come sempre mi potete trovare sui social tramite @fgservizieditoriali. Per collaborazioni o informazioni cliccate qui.

Camicie o camice?

La mia vita da editor me ne ha fatte vedere di tutti i colori. Molti incappano in errori davvero comuni. Attenzione, però, a generalizzare perché non tutti gli orrori ortografici sono dettati dalla non conoscenza dell’argomento: a chi non è capitato di scrivere male una parola usata milioni di volte per fretta, stanchezza o disattenzione?

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O di avere dei blocchi esistenziali come: si scrive camicie o camice

Ebbene, la risposta a questo quesito è molto facile: si scrive in entrambi i modi, ma con un elemento fondamentale che distingue le parole.

 

 

 

Camicie: plurale di camicia. Esempio: “Ho portato le camicie a stirare”.
Attenzione, perché se sono da donna possono essere indicate anche come camicette senza la lettera i.

Camice: singolare, indica un particolare tipo di indumento da lavoro. Esempio: “Il camice del chirurgo era immacolato”.

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Vita da editor – parte 4

Caro lettore, essendo questa una saga, se ti sei perso le puntate precedenti inizia dalla numero 1 cliccando qui

La scorsa volta ci siamo lasciati con i miei improperi contro Word, che aveva deciso di abbandonarmi sul più bello e di non salvare il lavoro fatto.
Questo mi ha fatto anche venire in mente, da brava vecchietta quale sono nonostante non abbia ancora compiuto i 26 (ma ci tengo a precisare che sono sempre stata “di un’altra epoca”, diciamo così), a quando battevo sulla macchina da scrivere.

Ebbene sì, non ho imparato a digitare su una tastiera del pc come molti miei coetanei ma su una macchina da scrivere. La mia prima è stata un modello per bambine. Rosa. Di Barbie. Avrò avuto 6 anni, più o meno ero alta come ora, ed ero già una rompiscatole. La grande differenza con adesso è che avevo i capelli biondi.

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Insomma, mi regalano questa macchina da scrivere non ricordo per quale occasione e mi rendono la bambina più felice del mondo. Per farvi un’idea di come fosse vi lascio un’immagine trovata su internet. I tag riportano la scritta “vecchie macchine da scrivere museo”, quindi immaginate la mia espressione in questo momento. D’altronde l’avevo detto che sono vecchia.

 

A ogni modo la adoravo. Me la portavo in giro ovunque. E quando dico ovunque intendo ovunque. Ero diventata talmente indisponente, lo so, che alla terza volta in poche settimane che finivo l’inchiostro mia madre ha fatto un patto con me: se volevo potevo usare l’Olivetti.

E l’Olivetti, ma di questo vi parlerò la prossima settimana, mi ha cambiata nel profondo.

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Vita da editor – parte 3

Caro lettore, questa è una saga. Prima di continuare leggi la puntata numero 1 qui

La scorsa settimana ci eravamo lasciati con un’analisi, più o meno approfondita ma sincera, di una cosa che può succedere a tutti quando ci si trova davanti all’impellenza di scrivere qualcosa: il blocco dello scrittore.

Per questa puntata, e fino a poco fa in realtà, sembrava filare tutto liscio. Certo, non che non ci fossero grane (o “rogne”, come si dice dalle mie parti), ma era tutto nella norma. Mail di spam in posta prioritaria, telefonate insistenti di imbonitori, mezzi pubblici ballerini e così via. Insomma la norma.

Tutto, fino a quando non è tornato lui: il bug di Word.

Stavo scrivendo – lo so, inizia a essere ripetitivo come incipit del racconto, ma è quello che faccio praticamente tutto il giorno tutti i giorni; sono una secchiona noiosina – ed ero anche molto soddisfatta di quello che avevo prodotto. E, essendo per l’appunto una secchiona noiosina, salvo il file con scioltezza e rilassatezza. Praticamente ogni minuto, secondo più secondo meno. Delle volte anche con due clic consecutivi, ché non si sa mai.

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E, sempre perché sono una rompiballe nel mio lavoro (e più di qualcuno direbbe sempre), riapro il file per rivedere una cosa. Ed ecco che davanti a me si staglia il Male: Word non ha salvato una parte di quello che ho scritto. Le provo tutte, sapendo già che purtroppo il destino è segnato: lo devo riscrivere.

Dopo essermi calmata, perché posso affermare con tutta franchezza che mi girassero a elica, ho riscritto la parte mancante. Che mi piace di più della prima versione.

Questo è un esempio di quello che gli americani definiscono con: When life gives you lemons, make lemonade, Quando la vita di dà limoni fanne limonata. E, nel mio caso e in quello di tutti coloro cui è capitato, quando Word non salva quello che scrivi, riscrivilo meglio di prima

Fammi sapere cosa ne pensi. Seguimi su Instagram e Facebook: @fgservizieditoriali. Per collaborazioni o informazioni clicca qui. A questo link la puntata 4.

Tre bookgramers e lo storytelling

Caro lettore, questa è la seconda parte alle interviste, targate FG Servizi Editoriali, alle bookgramers La Lettrice Segreta, Ottoecinque e Il club dei lettori solitari. Clicca qui per leggere la prima parte.

Come scegliete i contenuti da pubblicare?

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La Lettrice Segreta in un fotogramma su Youtube

Lettrice Segreta: Dipende molto da foto a foto. Alcune nascono con il preciso intento di condividere qualcosa di bello con i miei follower (una recensione sul blog, una collaborazione con autori o editori, un evento di carattere letterario), altre invece sono semplicemente la risposta fotografica a una mia idea. Il fattore comune è sempre il tocco personale che mi piace inserire in ogni scatto. (NDR: L’immagine di copertina di questo articolo è stata creata da Lettrice Segreta ad hoc per voi lettori).

Il club dei lettori solitari: Se c’è un nuovo post sul blog i contenuti pubblicati sui social

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La copertina sulla fan page FB del Club dei lettori solitari

rimandano a quello; un’altra percentuale è dedicata agli eventi in programma in quella settimana; infine un po’ di casualità in base all’ispirazione del momento.

Ottoecinque: Per i contenuti da pubblicare seguo essenzialmente due regole: posto solo fotografie di libri che ho effettivamente letto e che mi sono davvero piaciuti. Mi piacerebbe pianificare i post, ma devo ammettere che nella maggior parte dei casi improvviso: finisco di leggere un libro, scatto una foto in base a ciò che mi ha ispirato e la posto.

Come scegliete la vostra immagine?

Lettrice Segreta: Il profilo è un potpourri di tutte le mie passioni: lettura, scrittura, fotografia, trucco scenografico, arte, disegno, musica e tanto altro. È, in pratica, lo specchio della mia anima. Le foto che ho scelto ne rappresentano giusto un piccolo stralcio.

Il club dei lettori solitari: L’ho creata in una sera, ma a dire il vero sto valutando di fare un restyling del logo nel momento in cui uscirà la nuova versione del blog (in lavorazione).

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Ottoecinque: Il logo è molto semplice: il nome della pagina sotto l’immagine stilizzata di un libro aperto. Mi è stato fatto notare che la copertina del libro ricorda le lancette di un orologio, ed effettivamente è vero, anche se non è una cosa voluta: se lo fosse segnerebbe le 8.05!

Quali saranno i prossimi passi?

Lettrice Segreta: Il piano è, senza ombra di dubbio, continuare a condividere le mie passioni online. Spero di allargare la rete di lettori che segue e apprezza il lavoro che faccio. Negli anni ho avuto davvero tante soddisfazioni e ogni giorno mi stupisco di quanto l’affetto dei lettori sia la carica più grande per continuare a dare il meglio e sperimentare nuove cose. Ho tanti sogni nel cassetto e mi auguro di poterli realizzare.

Il club dei lettori solitari: Come appena detto un rinnovamento del sito e delle immagini di profilo. Grazie alle stories di IG, inoltre, sto testando una linea editoriale parallela ai libri e dedicata alla mia vita di donna e di mamma.

Ottoecinque: Sicuramente procedere su questa linea, continuando a postare con costanza. Per ora non ho intenzione di aprire un blog a tema collegato, perché so che non avrei tempo di gestirlo come si deve… In futuro chissà!
 
L’intervista di oggi è conclusa. Ringrazio le bookgramers per essere state mie ospiti e aspetto te, lettore, sui miei profili FB e IG.

Cuori (e nuvole) a colazione – Francesca Baldacci

Ha fatto il suo rientro nelle librerie, fisiche e telematiche, la scrittrice Francesca Baldacci, già autrice di Vacanze da Tiffany, con Cuori (e nuvole) a colazione, seconda ampliata edizione di Nuvole a colazione, il suo primissimo chick-lit.

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Quarta di copertina del nuovo libro

La trama: Fanny vive la sua vita di ragazza d’oggi come una specie di corsa a ostacoli, visto che ha sempre la testa fra le nuvole. Questo avviene soprattutto da quando Mauro, il suo ex fidanzato, l’ha lasciata. Ad aiutarla ci sono gli amici del cuore, gli indimenticati compagni di liceo e i vicini di casa Patty, Rosy e Gianni. E, ovviamente, l’utilitaria
Tenebrosa, la borsa Gnam-Gnam con cui va al supermercato. Proprio lì si scontra con un individuo insopportabile, Fausto. Insopportabile, sì, ma terribilmente fascinoso. Chi è mai costui? Lo scoprirà solo in seguito, in maniera del tutto inaspettata…

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L’autrice Francesca Baldacci e il suo nuovo libro in formato e-book.

L’autrice: Francesca Baldacci, scrittrice e giornalista, con una maturità classica e una laurea in Lingue in tasca, pubblica dal 1979 e ha esperienze editoriali in svariati campi: è stata cronista di calcio, ha collaborato con varie testate di riviste per ragazzi (dal Giornale di Barbie a Topolino, passando per altre riviste Disney). Per la Miremi Editore nel 2012 ha scritto a quattro mani con Gabriele Lorenzi, tastierista della mitica Formula 3, (il gruppo di Lucio Battisti), la biografia di questi, dal titolo La macchina del tempo. Con la Sperling & Kupfer nel 2014 ha pubblicato Vacanze da Tiffany, tradotto anche in Olanda. Ma non ha mai smesso di scrivere romanzi e racconti per le riviste. On-line si possono trovare anche diversi suoi ebook autopubblicati perché, dice, le danno un gran senso di libertà.

 

Vita da editor – parte 2

Prima di continuare leggi la puntata numero 1 qui

Era una notte buia e temp… No, troppo usato.
Aveva i capei d’oro a l’au… No, troppo classico.
Vuolsi così colà dove si puo… No, troppo Dante.

Hai presente il blocco dello scrittore? Ne ho vissuto uno simile recentemente. Mille idee come al solito, nemmeno a dirlo, ma il problema era che non sapevo da dove cominciare.

Se hai due minuti ora ti racconto cosa mi è successo. Tazza di caffè bollente macchiato sulla destra, pc acceso su una pagina vuota del sito, cursore che lampeggia da un po’. Mani alzate sulla tastiera, che fanno tanto pianista ma, essendo io minuta, al massimo potrei suonare la pianola della Chicco.

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Io che aspetto prima di un appuntamento con un cliente. Occhiaie incluse.

Aspetto per un po’ così. Non cambia nulla. So cosa voglio scrivere e un po’ inizio a digitare, ma poi mi blocco e cancello tutto all’istante. E riscrivo. E ricomincio. Da pianista sono passata a Penelope, solo che lei tesseva trame di tessuti, io trame di articoli.

Poi il telefono vibra. Stacco un attimo gli occhi dallo schermo del pc e passo allo schermo dello smartphone. È un messaggio di un’autrice con cui sto portando avanti un percorso, che mi fa i complimenti per una trovata che le ho suggerito.

Mi risiedo al pc, dopo averle risposto, ed ecco che l’articolo si scrive da solo.

Questo articolo. Grazie, scrittori, per darmi sempre la carica giusta. Il rapporto tra editor e autore è qualcosa di unico e speciale.

Clicca qui per leggere la puntata 3. Fammi sapere cosa ne pensi. Seguimi su Instagram e Facebook: @fgservizieditoriali. Per collaborazioni o informazioni clicca qui

Bookgramers: lo storytelling passa dai social

Caro lettore, continuano le interviste su FG Servizi Editoriali. Oggi ho il piacere di presentarti, come mie ospiti, tre donne molto attive su Instagram che, con i loro profili, parlano delle letture e dei libri ai fan. Possiamo chiamarle bookgramers.

E queste solo le loro storie.

Le vostre pagine su Instagram hanno nomi molto particolari: La Lettrice Segreta, Ottoecinque e Il club dei lettori solitari. Da dove derivano?

Lettrice Segreta: Il nickname “La Lettrice Segreta” mi accompagna da quasi quattro anni. Quando, a febbraio 2014, decisi di aprire il mio blog letterario Le Parole Segrete dei Libri non volevo firmare ogni articolo con nome e cognome. Optai quindi per una identità misteriosa, ma che profumasse di carta e inchiostro. Da qui è nato tutto: anche se negli anni ho poi rivelato la mia identità, firmare ogni articolo e ogni foto come la Lettrice Segreta è diventato parte di me.

Il club dei lettori solitari: Mi piaceva l’idea di riunire in un club virtuale chi, come me, vive la lettura come un’esperienza intima accompagnata dalla sola compagnia dei personaggi delle storie che leggiamo.

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Otto e cinque: un appuntamento irrinunciabile su Instagram.

Ottoecinque: La scelta del nome è stata piuttosto veloce. Volevo che fosse in italiano, semplice da ricordare e che si prestasse a diventare un hashtag personale, in grado di identificarmi. Alla fine ho optato per Ottoecinque perché è l’ora della giornata che preferisco, quella in cui posso finalmente mettermi sul divano e rilassarmi un po’… Magari con un buon libro!

Quali sono le linee editoriali e le strategie che usate per pubblicare e ricevere like su Instagram?

Lettrice Segreta: Non c’è una vera e propria strategia: pubblico ciò che mi piace. Affido al mio gusto personale e all’istinto la scelta di cosa mettere online e cosa no. Quando devo pubblicare una foto cerco di trasformare le idee che passano per la mia mente in scatti e poi fra i tanti scelgo ciò che mi soddisfa al 100%. Magari se penso a qualcosa di più particolare in mente, provo anche un piccolo lavoro di fotoritocco. Il segreto è sempre divertirsi e far trasparire se stessi nelle fotografie.

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Il logo del Club dei Lettori Solitari. Com’è nato? Lo scopriremo insieme la prossima settimana.

Il club dei lettori solitari: Il blog è nato per dare consigli di lettura, per condividere le letture e le relative opinioni sui titoli scelti. Cerco di pubblicare almeno una foto al giorno di libri che, chiaramente, non sono sempre quelli che sto leggendo perché sarebbe impossibile! Quindi almeno un libro a settimana in lettura, più altri che hanno trama o titolo o di cui l’autore ha a che fare con un determinato argomento o avvenimento del giorno. Ultimamente sto dedicando post e foto anche alla sezione primavera del blog (dedicata agli autori emergenti) e sto testando il ritorno che potrebbero avere post e foto di una potenziale futura sezione “non solo libri”.

Ottoecinque: La pagina è nata da poco, per cui ancora non ho una linea editoriale del tutto definita. Quello che cerco di fare è di pubblicare sempre alla stessa ora (le Ottoecinque, per l’appunto) almeno 3-4 volte alla settimana, con l’esclusione del sabato. A differenza di tutti gli altri giorni, in cui posto fotografie dei libri che ho letto, la domenica è dedicata agli aforismi e alle frasi celebri sulla lettura, e la foto è in bianco e nero anziché a colori.

Da dove nasce la passione per i libri?

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La Lettrice Segreta: libri, tazzine e bellissimi disegni.

Lettrice Segreta: Il mio amore per la lettura è nato relativamente tardi, quando avevo diciott’anni. I libri sono entrati nella mia vita esattamente nel momento in cui avevo bisogno di loro, mi sono aggrappata alle pagine quando la mia esistenza stava crollando in tanti piccoli pezzi. Carta e inchiostro (e l’affetto di chi mi ha sempre voluto bene) li hanno pazientemente ricuciti insieme. Parlare di letteratura ed editoria online è il mio modo per “sdebitarmi”, ma soprattutto per condividere con altri questa grande passione e incontrare bibliofili di ogni angolo del globo.

Il club dei lettori solitari: Non saprei di preciso. Senza dubbio c’è una buona dose di background familiare: i miei genitori hanno sempre letto e in casa ci sono tanti libri da quando ero piccola; anche i miei nonni avevano una biblioteca invidiabile e capitava che trascorressi dei pomeriggi con la nonna a riordinare i libri per autore; infine un po’ di merito è da attribuire a un’ottima insegnante di lettere alle superiori.

Ottoecinque: La passione per i libri nasce sicuramente dai miei genitori. Casa loro è sempre stata piena di libri, pensa che c’è uno stanzino dedicato alla lettura che chiamavamo “la biblioteca”! Mia mamma e mio papà mi hanno sempre incoraggiata a leggere: ho iniziato dai libri che trovavo sparsi per casa e non ho più smesso.

La seconda parte dell’intervista la troverai martedì 24 sulla sezione blog. Hai anche tu domande per le bookgramers? Inviamele

In salotto con il self – parte 2

Caro lettore di FG Servizi Editoriali, giovedì ci eravamo lasciati con la prima parte dell’intervista a Gianmario Mattei. Oggi continua a raccontarci il suo racconto nel viaggio dell’editoria, dal selfpublishing all’approdo in casa editrice.

Gianmario, quanto è stato difficile non essere supportato da una casa editrice?

È stato molto difficile sotto tutti gli aspetti che riguardano la pubblicazione di un libro. Prima di tutto la parte tecnica, perché un autore nel suo scrivere non si rende conto di molti errori che commette, sia di lingua che di trama narrativa. A seguire la fase di promozione e pubblicizzazione, perché i canali di cui possono usufruire i self sono pochi rispetto a quelli a cui può accedere una vera e propria CE. In ultimo aggiungere il confronto sull’opera tra lo scrittore, editore e correttore di bozze che risulta molto utile nel rendere fluida la storia, nitidi i personaggi e comprensibile la lingua.

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Se potessi tornare indietro, rifaresti lo stesso percorso?

Assolutamente sì. Consiglio di farlo a tutti coloro che vogliono approcciarsi per la prima volta al mondo della scrittura, senza però rimanere impantanati nel mondo del self. Inoltre, consiglio ai novizi di essere sempre molto critici con se stessi e di fare tesoro di tutte le critiche sui propri lavori, siano esse negative o positive.

Cosa comporta iniziare la carriera da scrittore da solo?

Principalmente si commettono tre errori: il primo, comune a tutti gli esordienti, è quello di emulare in tutto e per tutto lo stile del proprio scrittore preferito, senza porsi troppe domande sullo stile o sui meccanismi narrativi utilizzati e il perché questi funzionino egregiamente; il secondo è quello di cercare di trarre ispirazione dal cinema o dalle serie TV, senza riuscire però a comprendere i meccanismi che gestiscono le porzioni standard delle trame; terzo, il non volersi confrontare apertamente con gli altri scrittori.

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Nel corso del tempo hai pubblicato anche con una casa editrice e, tra poco, ti troveremo nelle nuove uscite con un altro romanzo. Hai un approccio diverso alla scrittura o è solo cambiato il modo di pubblicazione?

 

L’intero processo creativo è rimasto immutato, poiché è singolare e peculiare per ogni autore. Quel che è cambiato è il modo in cui scrivo: è tutto molto più ragionato, ogni frase e ogni parola posata con cura; ciò è frutto di una dura autocritica e del saper ascoltare i consigli degli altri. Poi tanto studio, sia di testi specifici che dei classici, da cui possiamo solo continuare a imparare.

3 pro e 3 contro di pubblicare autonomamente.

 Pro:

  • Prezzo basso dell’opera (anche se secondo me molti self sopravvalutano in tutto i loro libri, anche nel prezzo);
  • Possibilità di farsi conoscere;
  • Possibilità di confrontarsi direttamente con altri autori e migliorarsi.

Contro:

  • Testi scadenti;
  • Trame scadenti e ripetitive;
  • Poca cura dei dettagli di contorno dell’opera (a mio avviso girano copertine davvero imbarazzanti).

Un motivo per comprare un self e uno per comprare un autore “classico”.

Al momento non è possibile fare questa distinzione, poiché molte delle trame dei libri pubblicate dalle case editrici, sia medie che grandi, fanno da stampo ai self. Quindi l’unica differenza è nellediting complessivo del prodotto finito (quindi a favore del “classico”). Chi vuole trovare self di qualità deve rovistare molto nelle ceste “digitali”, senza farsi ingannare dalle recensioni farlocche che si accompagnano ai testi ma dando credito a qualche blog letterario che fa ancora seriamente il duro lavoro di critica letteraria.

Caro lettore, anche questa intervista è finita, ma non perderti la prossima su FG Servizi Editoriali. Fammi sapere cosa ne pensi. Per collaborazioni o informazioni clicca qui.